Libeccio
Ero piccolo,
Catturavo la mia estate con un retino ed un secchiello.
ancora riuscivo nudo a correre sugli scogli
senza timore né dolore contavo le nuvole nel mare,
d' improvviso però tutto cambia e non corro più
il mare geloso del cielo,si presenta a me con i suoi veri colori
il verde di vetro d'impossibile forma
si copre di impalpabile trasparenti velature
quasi timido della sua bellezza
gli scogli mai stanchi del potente abbraccio
chiedono in prestito un po' di schiuma
che, come neve mi rabbrividisce
un'orchestra di vento e di onde tonanti
mi rendono salato, addolcendo però
ogni mio pensiero.
La mente si sgombra, i sensi acuiscono
come se non volessero altro,
ed avidi di colori profumi e suoni,
si esaltano come in un innamorato di fronte alla sua bella
ora sono grande ed è la vita a correre veloce,
né retino,
né secchiello
ma il vento continua ad essere un richiamo
così corro sul mare
resto impassibile e come ipnotizzato
torno piccolo per sempre
e non corro più.
Ennio Corti